orto diffuso

Orto diffuso. Progetto per una distribuzione di orti nello spazio urbano
L’orto diffuso è un sistema di produzione di piante da orto (e non solo) che parte dai balconi per raggiungere spazi più ampi, che parte dalla città per raggiungere la campagna, che parte da un singolo individuo (o da una famiglia) per creare una rete sociale, dove le competenze di ciascuno possono diventare un patrimonio comune.

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manuale di coltivazione

La primavera avanza! E' ora di iniziare a seminare: i vasi vanno coperti con plastica o vetro, isolati dal freddo con la carta di giornale e messi in un angolo soleggiato. Oppure in casa, davanti a una finestra. In questo modo sarà possibile anticipare i raccolti.

Ecco un manuale di coltivazione. Pensato per riprodurre i semi (e po scambiarli con gli altri) contiene anche preziose indicazioni per allevare le piantine da orto.

manuale semi.pdf


I giardini del sole al Parco Trotter

Materiali da diffondere per un giardino nato in ottobre 2009, nel cuore di viale Padova, Milano


Che affollamento nel mio giardino!

In un angolo di terra tra le case, in un quartiere della periferia di Londra, vivono una miriade di organismi. A dimostrazione che la biodiversità esiste anche in città. E basta pochissimo per permetterle di sopravvivere.

da un articolo del guardian: 
http://www.guardian.co.uk/environment/2010/may/18/secret-life-suburban-garden

There are four bodies lying and crouching in our tiny back garden. The ecologists from theNatural History Museum (NHM) got here only minutes ago, but, while the kettle boils, they are already grubbing about behind our bins, under our windowsills, in the lawn, flowerbed and log pile.  (Continua)


Che terra c'è in città?

Chi coltiva l'orto in città, su un terreno abbandonato, in un giardino condominiale, ha una sola grande preoccupazione: su che terra coltivo le piante? Contiene veleni?
In effetti, prima di  coltivare, bisognerebbe informarsi sulla storia dell'area, scoprire per esempio se in un qualche momento è stata destinata ad attività industriali, o se ha ospitato rifiuti.

In questo caso sarebbe meglio fare un'analisi del terreno, per verificare la presenza di piombo, metalli pesanti, idrocarburi policiclici.

In generale, se si hanno dei dubbi, va tenuto presente che la frutta è la parte della pianta che raccoglie e accumula meno sostanze pericolose, mentre foglie e radici invece possono contenere elevate quantità di tossine. Dunque meglio evitare rapanelli e insalata, mentre zucchine e pomodori non presentano problemi.

Qui, un'analisi del suolo urbano in una città come Torino

LorenzettiR.pdf


orto geodetico in Fornace

grazie alla cupola geodetica costruita durante il workshop di autocostruzioni organizzato da Torchiera in occasione del festival No Expo, in Fornace è nato un orto!

Ci sono piante di pomodoro, zucchine, zucche, menta, melissa, basilico

 

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Manuale di agricoltura sinergica

per coltivare la terra, senza violentarla

manuale_orto_sinergico.pdf


L'orto sotto casa, in piazza Durante

Un condominio, un cortile interno finora dedicato a un giardino un po' disordinato, e un gruppo di persone che hanno deciso di non abbandonare gli spazi dove abiato.

Così, con un po' di lavoro per preaparare il fondo e setacciare i detriti,  l'aggiunta di un po' di terra buona per accogliere i semi, un attento monitoraggio quotidiano condiviso tra vari membri del gruppo, può nascere un orto, per ora piccolo, per ora in crescita, nel bel mezzo della città, in un'isola felice dove ci si può dimenticare che poco fuori c'è una delle piazze piùà trafficate di Milano.

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Guerrilla garden ad Agraria a Milano

Un orto, anche nei cortili di Agraria a Milano....incredibile...

Nel parcheggio della biblioteca di agraria è nato un piccolo orto spontaneo!

 Un gruppetto assolutamente informale di studenti e lavoratori dell'università si sono presi cura di nove fioriere che giacevano in stato di abbandono, non è un'azione di guerrilla gardening, parlandone assieme non ci piaceva molto questo termine così di moda forse il concetto di "orto spontaneo" riassume di più quello che sta avvenendo.
Sono stati seminati i girasoli, trapiantate le zucchine, pomodori, peperoncini, menta e basilico oltre alle già presenti aromatiche come salvia rosmarino e timo, c'era anche un Mesembryanthemum una ornamentale succulenta che richiede poca cura.

 

 

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L'orto di Torchiera

Un orto in mezzo ai mattoni, che rende allegra la vista, alimenta la cucina del prestigioso ristorante La Lapide e serve a non perdere la memoria storica del luogo: Torchiera era la cascina di un bellissimo angolo di campagna, divorato man mano dalla città.

Zucchine, pomodori, fagiollini, coste, insalata non sono solo cibo, ma anche codici che ci ricordano quanto lontano dobbiamo arretrare per prendere la rincorsa necessaria a saltare più avanti.

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un articolo del corriere sugli orti di Milano

Qualcuno si accorge dell'importanza degli orti in città: in un articolo del corriere qualche esempio di orto milanese,da Torchiera al community garden del Trotter. Peccato che non abbiano citato ortodiffuso....

orti corriere.pdf


La conosciazione delle piante nell'orto

Per ottenere migliori risultati senza stressare nè le piante, nè il terreno, nè il giardiniere, per proteggere le piante dai parassiti, per migliorare la miodiversità agricola, ecco un manulae dove si trovano consigli su come consociare le piante nell'orto.

mettendo accanto piante che hanno un apparato radicale superficiale e piante che invece vanno in profindità, si sfrutta meglio la risosrsa suolo. mettendo accanto piante che produxono oli essenziali e piante che invece producono frutti, si ottiene una protezione naturale.

In più in questo modo il terreno resta sempre coperto, perde meno umidità, non lascia spazio alle erbacce, E l'orto diventa più vivo che mai.

consociazione.pdf


La qualità del suolo

Due pubblicazioni sulla qualità dei suoli e il livello dei contaminanti ammessi negli alimenti.
Nonostante le marmitte catalitiche, è ancora il piombo il metallo con cui dobbiamo fare i conti nei nostri terreni: poco volatile, pesante, è rimasto nel suolo e non viene metabolizzato dagli organismi.
Ma nei terreni di città rischiamo anche alte dosi di rame e zinco, soprattutto se ci troviamo vicini ad aree ex industriali. Al tempo in cui Milano era una città industriale, era già in voga una strategia che oggi permette di guadagnare, e non pagare, con lo smaltimento dei rifiuti tossici e nocivi. Ora si costruiscono case e autostrade per nascondere nei buchi degli scavi e nelle fondamenta tutto quello che non potrebbe finire neppure in una discarica controllata. Allora si usavano i fanghi e i residui delle lavorazioni dei metalli delle industrie siderurgiche per rimodellare la città, creare aiuole, spartitraffico e terrapieni.

Con questo dobbiamo fare i conti, anche se sarebbe meglio che chiedessimo alle municipalità di pagare il saldo.

concentrazione_metalli_pesanti_suolo_area_urbana.pdf

Cosa sono i metalli pesanti che si nascondono nel cibo

 

 


Un modello da imitare

150 metri quadrati di terrazzo in pieno centro a Torino. Una fortuna per pochi. ma molti preferiscono riempire lo spazio con piante ornamentali. Gaetano Bruno, fisico elettronico in pensione e con la passione per l'ambiente e per il fai-da-te, ha invece deciso di mettere in pratica un esperimento: creando un ambiente climaticamente isolato, tanto che le escursioni termiche sono sensibilmente contenute; rinunciando all'impiego di prodotti chimici; usando sistemi per depurare l'aria dallo smog della città, ha creato un orto sostenibile.

E su un sistema di 5 terrazze collegate tra di loro sono stati piantati oltre 25 alberi ornamentali, da frutto e rampicanti (viti, kiwi, peschi, albicocchi, un ciliegio, un prugno, un melo, olivi, un mandarino, un limone, una palma da datteri, salici bianchi), cespugli e arbusti da fiore e da frutto (oltre 30 varietà) e piante erbacee da ortaggio (piselli, patate, zucche, zucchini, fagiolini, pomodori, peperoni, peperoncini, agli, cipolle, basilico, insalata, rucola, spinaci, cetrioli, barbabietole rosse, verze e cavoli, prezzemolo, sedani, carote e fragole) oltre a tantissime piante ornamentali e da fiore (una coltivazione di tante specie è anche consentita da 2-3 turni all’anno).

Un esempio da imitare, anche in scala ridotta....

 

http://www.ecostiera.it/index.php?option=com_content&task=view&id=2087&Itemid=52